SUCCESSIONE EREDITARIA DEI BENI DIGITALI

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La successione digitale è un tema che coinvolge ormai chiunque, data la difficoltà di individuare e recuperare beni digitali spesso privi di inventario, protetti da password o vincolati dalle politiche di privacy dei fornitori.

Il primo passo per gli eredi consiste nel recupero dei dispositivi fisici (PC, smartphone, hard disk). Se questi sono protetti, è possibile tentare il recupero delle credenziali note o, in alternativa, affidarsi a esperti di informatica forense che utilizzano tecniche avanzate, come la copia forense o l’estrazione fisica della memoria (chip-off), per accedere ai dati.

L’accesso agli account online risulta più complesso poiché regolato da contratti con i fornitori di servizi. Se non è possibile accedere tramite le credenziali memorizzate nei browser del defunto, è necessario ricorrere a strumenti giuridici. In Italia, il riferimento principale è l’art. 2-terdecies del Codice Privacy, che permette agli eredi o a chi ha un interesse meritevole di ottenere dati personali come foto, video, conversazioni e file. Sebbene il GDPR non si applichi direttamente ai defunti, supporta il subentro nel contratto e la tutela postuma.

Per ottenere la copia dei dati (solitamente i fornitori non consegnano la password né l’accesso diretto all’account), è necessario presentare il certificato di morte, dimostrare il proprio titolo di erede e provare la riconducibilità dell’account alla persona scomparsa. Il titolare del trattamento è tenuto a fornire i dati gratuitamente, fatti salvi i diritti di eventuali terzi coinvolti nelle comunicazioni.