Il contratto di affitto di fondi rustici si è ormai evoluto per diventare lo strumento cardine dei progetti agrivoltaici, garantendo la coesistenza tra la produzione di energia rinnovabile e la continuità dell’attività agricola agricola che non è più un elemento accessorio o solo descrittivo, ma un requisito sostanziale e sanzionabile.
- Obblighi Precisi: Il contratto deve documentare la permanenza della funzione agricola attraverso il rispetto di un piano agronomico e obblighi su colture e lavorazioni.
- Monitoraggio e Tracciabilità: È fondamentale produrre prove periodiche (registri, foto, relazioni) dell’effettiva coltivazione per fini di audit e verifiche pubbliche.
- Coordinamento dei Titoli: È necessario armonizzare il diritto di superficie (per l’impianto) con il contratto agrario (per la coltivazione), delimitando chiaramente aree e modalità di accesso.
- Stabilità del Titolo: La durata dell’affitto deve essere coerente con le fasi del progetto (pre- e post-operativa) per evitare vuoti di gestione che comprometterebbero la qualifica agrivoltaica.
- Il contratto deve definire chiaramente le responsabilità e le conseguenze economiche:
- Risoluzione come estrema ratio: La fine del rapporto deve essere l’ultimo rimedio, preceduto da tentativi di riallineamento gestionale.
- Allocazione dei Danni: Il contratto deve stabilire chi risponde della perdita di incentivi o benefici in caso di mancata coltivazione, prevedendo sistemi di rivalsa proporzionati.
- Subentro: Le procedure di cambio del conduttore devono essere chiare per garantire il trasferimento della documentazione e la continuità materiale del lavoro nei campi.
Conclusione
Il diritto agrario funge da garante della funzione agrivoltaica: attraverso contratti stabili e documentabili, assicura che l’integrazione tra pannelli fotovoltaici e agricoltura rimanga coerente con le prescrizioni autorizzative per tutta la durata del progetto.